Produzione certificata con il metodo biologico Reg CEE 834/2007
Tutto nasce un po' per gioco, in primo luogo dalla passione per le piante officinali (in particolare lavanda ed elicriso, che crescono spontaneamente e caratterizzano con il loro inebriante profumo la macchia mediterranea sarda), e in secondo luogo da una scommessa con un amico che vive in Provenza per lavoro e che ospitando Elvio per una vacanza gli ha permesso di scoprire le sue bellissime piantagioni di lavanda. Passeggiando per le campagne francesi, respirando il profumo intenso della lavanda, affascinato dai colori del paesaggio, Elvio si chiede se non sia possibile coltivarla anche nella provincia di Oristano.
Questo sogno si è trasformato oggi in una fiorente realtà. Tremila piantine di lavanda sono state impiantate in un terreno lungo la strada provinciale 66, in direzione Su Cuccuru Mannu. Nel 2009 e nel 2010 sono stati raccolti oltre 20 quintali di fiori, da cui sono stati estratti ben oltre 50 litri di olio essenziale purissimo.
CARATTERISTICHE GENERALI DELLA LAVANDA
Il genere Lavandula appartiene alla famiglia delle Lamiaceae e comprende una trentina di specie originarie dei Paesi del Mediterraneo. Il nome deriva letteralmente dal gerundio latino del verbo "lavare": "lavanda est", cioè "si deve lavare", chiaro riferimento al suo utilizzo nella detersione e disinfezione.
La specie piu' comune, da cui si ricava l'olio di lavanda, estratto per distillazione dai fiori, è la Lavandula angustifolia (nota anche come L. officinalis, L. spica e L. veris), largamente coltivata in Francia, Italia e Inghilterra. Caratterizzata da foglie lineari, lanceolate, lunghe 1–3 cm e larghe pochi millimetri, e da fiori violacei o blu-violetti disposti a formare compatte spighe cilindriche. E' una pianta perenne, sempreverde, di piccole dimensioni (i fusti raggiungono al massimo un'altezza di un metro). Si adatta ad ogni tipo di clima, ma privilegia i terreni asciutti, esposti al sole e con un buon contenuto di calcare.
Un'altra specie è rappresentata dalla Lavandula stoechas, detta comunemente "stigadosso", o lavanda selvatica. E' caratterizzata da una corolla di brattee di colore viola-blu che sormonta l'infiorescenza a spiga.
Le specie attualmente coltivate in Italia sono la Lavanda vera (Lavandula officinalis) e il Lavandino (un ibrido tra la Lavandula officinalis e la Lavandula latifolia).
La Lavandula officinalis è abbondantemente coltivata soprattutto in Provenza, tanto da caratterizzare ormai questa regione con il suo profumo e colore inconfondibili. Nel mese di agosto sono numerose in questa regione francese le feste della lavanda, tra cui una delle più accattivanti è quella di Valreas. Negli ultimi anni la coltivazione della lavanda ha conosciuto un lieve aumento in associazione con l'apicoltura: il suo profumo è infatti un richiamo irresistibile per le api. Esse producono quindi un ottimo e pregiato miele aromatico, coniugando le naturali proprietà benefiche del miele con quelle della lavanda.
FIORITURA
L'epoca di fioritura varia da specie a specie, nel caso della Lavandula officinalis avviene tra gennaio e maggio, e si protrae per alcuni mesi: la raccolta dei fiori per estrarre l'olio avviene infatti a giugno-luglio. Determinante è comunque il clima: nelle zone piu' calde la pianta entra in vegetazione a fine autunno o in pieno inverno, in quelle più fredde in primavera.
RACCOLTA E CONSERVAZIONE DELLA LAVANDA
I fiori di lavanda si raccolgono in epoche diverse a seconda del loro utilizzo: per uso erboristico si raccolgono all'inizio della fioritura mentre per l'industria cosmetica e per la profumeria nel periodo di massima fioritura.
La raccolta viene fatta recidendo le infiorescenze alla base, prelevando così anche il fusto. Poi si fanno seccare in mazzi appesi a testa in giù, in luoghi ventilati e all'ombra. Quando i fiori sono secchi si separa la spiga dal gambo e si conservano in sacchetti di tela o in ciotole (al riparo dalla luce) per profumare gli ambienti.
I fiori freschi vengono invece utilizzati per estrarre gli oli essenziali.
PROPRIETA' ED USI DELLA LAVANDA
Le infiorescenze e le foglie della lavanda sono molto ricche di un olio essenziale volatile, costituito da vari alcool terpenici e dai loro esteri. Il piu' importante di questi è il linalolo, l'essenza responsabile delle principali proprietà terapeutiche della lavanda. Questi componenti sono presenti in maniera variabile nelle diverse specie di Lavandula ma quello più profumato si ottiene dalle specie Lavandula angustifolia e Lavandula Stoechas.
Considerata fin dall'antichità rimedio irrinunciabile per molti mali, alla lavanda vengono riconosciute molteplici proprietà: antidepressiva, antinfiammatoria, cicatrizzante, antisettica, antireumatica, analgesica, decongestionante, insettifuga e rilassante. Il colore stesso della lavanda è considerato il colore del silenzio e della tranquillità, perciò è considerato un ottimo sedativo del sistema nervoso centrale: calma l'ansia, l'insonnia, l'agitazione e il nervosismo. La lavanda esercita un'azione riequilibratrice, essendo contemporaneamente tonica e sedativa. Può anche esercitare un'azione antisettica, cicatrizzante e disinfettante: l'infuso di lavanda si utilizza per lavare ulcere e ferite infette, accelerandone la cicatrizzazione, mentre l'olio allevia il dolore nelle bruciature e disinfiamma le irritazioni dovute a punture d'insetti. Inoltre manifesta proprietà antinevralgiche e antinfiammatorie (essendo utile nell'alleviare dolori reumatici di origine sia articolare che muscolare), e balsamiche (nel curare le affezioni del sistema respiratorio).
L'olio essenziale di lavanda, come l'infuso della stessa, è considerato un ottimo rimedio cosmetico.
LA LAVANDA NELLA STORIA
Le proprietà della lavanda sono conosciute e apprezzate fin dall'antichità: i Greci la chiamavano "nardo", (dal nome della città siriana dalla quale si credeva provenisse) associandola come specie al Nardostachys grandiflora, anch'esso utilizzato per ricavare un pregiatissimo olio essenziale ("olio di nardo"). Furono i Romani ad attribuirle il nome che conosciamo, dato il largo utilizzo che ne facevano: "lavanda" deriva infatti dal gerundio latino del verbo "lavare", perciò assunse il nome dell'azione nella quale era impiegato. Oltre alle sue proprietà rinfrescanti e profumanti, Plinio il Vecchio la descrive come una delle erbe curative piu' utilizzate dell'epoca. Nel Medioevo poi la Lavandula Stoechas era utilizzata per preparare un medicinale chiamato "Sticadore". Col passare del tempo oltre alle sue proprietà terapeutiche cominciò ad essere apprezzato anche il suo profumo: nel periodo Elisabettiano le dame erano solite cucire sacchetti contenenti fiori di lavanda all'interno delle loro sottane, ed è da quest'usanza che ancora oggi si usa porre sacchetti di lavanda tra la biancheria, sia per il suo profumo che per la sua funzione anti-tarme. Nel XX secolo, poi, René Maurice Gattefossé intraprese i suoi studi sugli oli essenziali proprio grazie alla lavanda. Nel suo libro Aromathérapie del 1932 Gattefossé narra come durante uno dei suoi esperimenti si ustionò gravemente una mano. Sapendo che in medicina la lavanda era utilizzata per lenire le scottature immerse la mano in un recipiente contenente olio di lavanda che si trovava sul suo banco di lavoro. Rimase talmente sbalordito dal risultato che iniziò ad analizzare altre piante officinali e a studiarne le proprietà terapeutiche. La leggenda vuole addirittura che i guantai di Grasse, in Provenza, che usavano l'olio di lavanda per profumare i loro pellami, fossero immuni dalla peste. Nel Rinascimento era invece apprezzatissimo dai pittori fiamminghi, che lo reputavano un ottimo diluente per i colori. Dunque storia e leggenda si mescolano nel raccontare le peculiarità della lavanda, ma in fondo la sua unicità è proprio di fronte ai nostri occhi, quando contempliamo il colore fiabesco di un lavandeto e ci lasciamo inebriare dal suo profumo.
Olio di Lavanda – Suggerimenti
Proprietà: antidepressivo, antibatterico, astringente, analgesico, distende e calma, antisettico, cicatrizzante, antireumatico, antinfiammatorio, deodorante, antiparassitario, rilassante, antiemicranico. Utile in caso di: mal di testa, torcicollo, acne, irritazioni della pelle, punture d’insetti, piccole ustioni, graffi e abrasioni, capelli grassi e forfora, raffreddore, tosse, geloni, scottature solari, reumatismi, artrite, irrequietezza, insonnia, ansia, pidocchi, tarme.
Lasciarsi avvolgere dal suo profumo. Utile anche per calmare animali ansiosi e agitati
Evaporazione
5-10 gocce
Raffreddore, problemi respiratori, purificare l’aria della stanza di un ammalato
Versare le gocce su un fazzoletto, sul cuscino o nella vaschetta dei caloriferi
Massaggio
6-8 gocce sciolte in 2 cucchiai di olio di base
Dolori muscolari, torcicollo, mal di testa, scottature solari, piccole ustioni, punture d’insetto, abrasioni e graffi, acne
Massaggiare sull’area interessata
Vasca da bagno
4-10 gocce sciolte in 2 cucchiai di bicarbonato o amido di riso
Distendere i nervi, alleviare lo stress, rimediare a pelli danneggiate
Versare le gocce nell’acqua della vasca. Si consiglia acqua tiepida
Doccia
3-4 gocce
Pelli danneggiate o secche
Versare le gocce su un guanto di spugna bagnato e massaggiare sul corpo
Impacco per capelli
10 gocce, acqua minerale, succo di limone: lasciare in infusione per 30’
Capelli grassi, colorito spento, forfora
Utilizzare la soluzione per l’ultimo risciacquo dei capelli dopo lo shampoo. Per problemi di forfora massaggiare poche gocce sulla cute dopo lo shampoo e risciacquare
Inalazioni
5-8 gocce in acqua bollente
Infiammazioni dell’apparato respiratorio
Aggiungere le gocce a dell’acqua bollente, coprire il capo con un asciugamano e respirare il vapore benefico
Pot-pourri
10 gocce nei pacchettini di fiori secchi
Rigenerare il profumo dei fiori secchi.
Antitarme negli armadi
Aggiungere le gocce direttamente ai fiori
AVVERTENZE PER L’UTILIZZO DELL’OLIO ESSENZIALE DI LAVANDA Gli oli essenziali sono liquidi fortemente concentrati, che vanno utilizzati con accortezza. Seguendo le istruzioni potrete godere dei benefici che l’aromaterapia può offrire. Le nostre linee-guida non sono da considerarsi una referenza esaustiva per un corretto uso degli oli essenziali. In caso di incertezza consultate il Vs. Medico di fiducia. Evitare il contatto con gli occhi: non utilizzate gli oli essenziali in prossimità degli occhi ed evitare di toccare l’area perioculare con le dita che abbiano precedentemente toccato oli essenziali. Se tuttavia ciò dovesse succedere , lavate immediatamente l’area con abbondante acqua. Gli oli essenziali non possono essere assunti per via orale, se non sotto stretta sorveglianza medica. Sensibilizzazione e/o reazioni allergiche: gli oli essenziali possono causare sensibilizzazione o reazioni allergiche, in alcuni individui. Se avete una pelle particolarmente sensibile, eseguite sempre un test di verifica, applicando una piccola quantità di olio essenziale sulla parte interna dell’avambraccio ed aspettate 24 ore per verificare l’insorgere di qualsiasi forma di reazione . Gravidanza ed allattamento al seno: consultate il Vs. Medico di fiducia prima di utilizzare oli essenziali. Attenzione ai bambini: usare estrema cautela nell’applicare oli essenziali nei bambini al di sotto dei 12 anni. Conservare gli oli essenziali in modo sicuro: mantenere gli oli essenziali al di fuori della portata dei bambini e degli animali.